Adam Zamoyski – Poland: a history

Zamoyski

Erede di due delle famiglie più note della nobiltà made in Poland, gli Zamoyski e – per parte di madre – i Czartoryski, lo storico nato a New York, ma di cittadinanza britannica e polacca si è cimentato spesso con le vicende della propria patria di origine. Autore di fortunate biografie su personaggi come Frédéric Chopin e Jan Paderewski, Zamoyski ha scritto anche di Russia e Napoleone oltre che un dettagliato resoconto del cosiddetto ‘miracolo della Vistola’, la Battaglia di Varsavia del 1920. Il suo primo testo dedicato all’arduo compito di narrare un millennio di storia polacca, ‘The Polish Way’ risale al 1987: una scelta di tempi sfortunata, visto quanto accaduto dall’89 in poi fra il Baltico e i Tatra.

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Galizia, Viaggio nel cuore scomparso della Mitteleuropa

Galizia

Galizia. Non quella nel nord-ovest della Spagna, affacciata sull’oceano.L’altra. Quella circondata da ogni parte dalle terre e dagli uomini. Quel baricentro geografico e simbolico della Mitteleuropa che la storia ha cancellato, ma a cui tutte le storie rimandano; quell’Urheimat, quella casa-grembo smarrita per sempre, quel referente di un’appartenenza che si è depositata sul fondo del nostro subcosciente collettivo e continuamente orienta il nostro gusto e i nostri passi.

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Tre storie da Cuba polacca

Cuba

Un polacco che scrive di Cuba, idealmente, è un gioco di sguardi e parole che merita attenzione a prescindere. Memori della grande lezione di Kapuściński nel raccontare il terzo mondo, e in particolare quel terzo mondo capriccioso e incerto nella sua strada verso il socialismo, pensare a un esponente del reportage polacco direttamente dall’isola canaglia di Fidel e del Che porta subito il lettore a immaginare una storia di confronto, lettura attenta e sguardo aperto. Kuba. Syndrom wyspy (Cuba, la sindrome da isola) di Krzysztof Jacek Hinz è un libro interessante, ma questo risultato lo raggiunge solo in parte. Cerchiamo di capire perché.

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Stefan Zgliczyński, Gli antisemiti siamo noi

antisemitismo polacco

Polska jest krajem antysemickim. La Polonia è un Paese antisemita. Secco, senza lasciar spazio a compromessi, senza cercare di ammorbidire i termini, è l’enunciato che apre il saggio di Stefan Zgliczyński Antysemityzm po polsku (Antisemitismo in polacco, Książka i Prasa, 2007). Il resto del libro è dedicato alla dimostrazione di questo asserto.

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Adam Michnik, la moralità da Stendhal a Willy Brandt

Michnik

The Trouble with History‘ è un agile volumetto pubblicato negli Stati Uniti da Yale University Press nel 2014 e a oggi ancora inedito sia in Italia che in Polonia. Il libro raccoglie una cinquina di recenti saggi di Adam Michnik. Mai come in questo caso l’autore non avrebbe bisogno di ulteriori presentazioni. Tuttavia qualche dato biografico va necessariamente dato perché, piaccia o non piaccia, Michnik è da almeno quarant’anni una figura cruciale della vita politica e culturale polacca.

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Zuzanna Ginczanka, hanno ucciso la bellezza

Ginczanka

Non lasciare che la bellezza appassisca, la bellezza delle parole, questo è il motivo per cui esiste la poesia, ci aiuta a tramandare non i fatti ma le emozioni. Non tutte le parole e non tutte le emozioni meritano di essere affidate al continuo fluire del tempo a imperituro ricordo ma pochi, selezionati, se non addirittura rari casi meritano di essere salvati dall’oblio in cui noi, imperfetta umanità, a volte releghiamo la grazia e la poesia. Zuzanna Ginczanka, poetessa iniziata in età precoce all’arte delle parole, è stata tanto famosa nella sua epoca quanto troppo presto dimenticata. Nata a Kiev nel 1917 da una famiglia ebraica russofona scelse per motivi non del tutto noti di iscriversi a una scuola polacca mentre era ospite di parenti a Rivne attualmente Ucraina.

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Nabu – il miraggio della vita

Nabu

Wędrówka Nabu, una storia commovente e forte per riflettere sulla crisi della società contemporanea. – di Mara Giacalone – Proprio in questi giorni mi è capitato di vedere un video su un esperimento condotto sulla letteratura per l’infanzia. Nello specifico, da una libreria piena sono stati tolti prima i libri…

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Szymborska. Un alfabeto del mondo

Szymborska

Perché Szymborska sia divenuta in Italia un vero e proprio fenomeno “pop” soprattutto a partire dal 1996, anno di conferimento del premio Nobel, è domanda a cui Luigi Marinelli tenta di rispondere nel saggio che chiude il volume di cui parliamo oggi: La fiera dei miracoli, ovvero Wisława Szymborska (e lo szymborskismo) in Italia. Le risposte che lo studioso ci offre sono, io credo, tutte riassumibili sotto l’etichetta calviniana di “leggerezza”, categoria che già il traduttore italiano della poetessa, Pietro Marchesani, aveva impiegato nella postfazione all’antologia da lui stesso curata Vista con granello di Sabbia (1998).

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Kontrasty – Studnia życzeń, co świat się nazywa

Kontrasty - Il pozzo dei desideri

W Orvieto, tuż  przy parkingu i kolejce, która wwiezie was z Orvieto Scalo wprost na stare miasto znajduje się Pozzo San Patrizio.
Niskie, ceglane schody wiodą was spiralnie w dół, a wy z każdym krokiem zostawiacie chaos rzeczywistości, z jej zgiełkiem, kompromisami i poczuciem, że częściej to wy jej służycie niż ona wam, i zagłębiacie się w mrok. Macie do pokonania dwieście czterdzieści osiem stopni, by w końcu dotrzeć do wody, lśniącej w dole jak oko Boga; i tyle samo, by wydostać się na zewnątrz. I mimo, że schody są podświetlone przez małe lampy a kilkadziesiąt okien wewnątrz studni chwyta cierpliwie wpadający z góry blask nieba, na samym dole jest prawie ciemno.

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Kontrasty – Un pozzo di desideri chiamato mondo

Kontrasty - Il pozzo dei desideri

Ad Orvieto, negli immediati pressi del parcheggio e della ferrovia che da Orvieto Scalo porta direttamente alla città vecchia, è situato il Pozzo di San Patrizio.
Gradini bassi di mattoni guidano in una discesa a spirale; ad ogni passo prendete le distanze dal caos della realtà, dal suo trambusto e dai suoi compromessi, abbandonate la sensazione che siate voi ad esserle utili pittosto che lei a voi, e vi calate nell’oscurità. Dovrete scendere duecentoquarantotto gradini prima di raggiungere l’acqua, baluginante sul fondo come un occhio divino; altrettanti dovrete salirne per tornare all’esterno. E sebbene la scalinata sia illuminata da piccole lampade e alcune decine di finestroni distribuiti lungo le pareti del pozzo filtrino pazientemente il chiarore del cielo proveniente dall’alto, il fondo è quasi completamente avvolto dalle tenebre.

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