Martin Frič, una vita al servizio del cinema

Fric

Il cinema ceco e quello slovacco sono noti internazionalmente soprattutto per la nová vlna (nuova ondata) degli anni sessanta del secolo scorso. Come le altre parallele “nuove ondate” in Europa e in altri luoghi del mondo, anche quella ceca e slovacca si basava in larga parte sul concetto dell’autore che con la sua “camera-stylo” esprime la propria creatività personale dando vita a uno stile unico e innovativo. Ma ci sono registi che hanno prodotto ottimi film senza aderire a quella che è nota come la “politica dell’autore”. Tra di essi spicca il ceco Martin Frič, la cui figura rimane pressoché sconosciuta a livello internazionale, nonostante la sua rilevanza.

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Ciało, anatomia delle emozioni

Cialo

Ciało (Body, 2015) è un’intensa black comedy firmata da Małgorzata Szumowska, che da sempre nei suoi lavori va alla ricerca del mistero del rapporto tra corpo e spirito. La regista esplora con brillante ironia un grande tema esistenziale, bilanciando con maestria i momenti di pathos e tragicità a quelli di leggerezza e umorismo.

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Sanatorium pod klepsydrą: alla ricerca di un tempo perduto.

Sanatorium pod klepsydrą

Nel 1973 uscì la pellicola Sanatorium pod klepsydrą per la regia di Wojciech Has, premiata dalla critica a Cannes e ispirata alle due raccolte di storie di Bruno Schulz: Le botteghe color cannella e Il sanatorio all’insegna della clessidra – facilmente reperibili nell’edizione Einaudi che contiene anche alcuni saggi dell’autore.

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Sala samobójców: il limite tra vita reale e virtuale

Sala Samobojcow

Sala samobójców (Suicide Room,  2011) è il film di debutto del giovane regista polacco Jan Komasa. Prima di raggiungere il successo con Miasto 44, colossal storico ricco di effetti speciali, Komasa si è fatto conoscere e apprezzare dal pubblico, soprattutto dai più giovani, con questa opera prima, di cui firma anche la sceneggiatura.

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Kochaj i rób co chcesz: una commedia a ritmo di Disco Polo

Kochaj i rob co chcesz

Kochaj i rób co chcesz (“Ama e fai ciò che vuoi”, 1997) rappresenta il lato più leggero e scanzonato del cinema polacco. Una trama semplice e a tratti quasi rocambolesca rende questa commedia musicale piacevole da guardare, e senza impegno. La storia e la colonna sonora riportano alle origini del fenomeno Disco Polo, di cui abbiamo già parlato, e che negli ultimi anni sta vivendo un inaspettato revival.

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Il treno fatale del cinema polacco

La storia del cinema e quella del treno hanno molti punti in comune. Entrambi sono simboli della modernità, di una rivoluzione che ha cambiato il nostro modo di vivere e percepire il mondo. Ed entrambi sono l’esito di progressi tecnici incentrati sul movimento: quello di una macchina e dei passeggeri o delle merci che è in grado di trasportare, nel caso del treno, e quello dei fotogrammi e dei soggetti ripresi, nel caso del cinema.

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PoloniCult al DieciMinuti Film Festival 11

Logo Dieciminuti Film Festival PoloniCult

Il festival si svolge dal 26 al 30 gennaio al cinema-teatro Antares di Ceccano (Fr) ed è alla sua undicesima edizione. In undici anni gli schermi del cinema hanno proiettato più di 4000 cortometraggi coinvolgendo migliaia di spettatori, attori, registi, critici e personalità di rilievo del cinema italiano e internazionale e anche la Polonia quest’anno avrà la sua rappresentanza.

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PoloniCult sotto l’albero di Natale.

PoloniCult sotto l'albero

Come l’anno scorso vi proponiamo una piccola lista di suggerimenti per gli ultimi regali di Natale, consigli di lettura e visione: i consigli di PoloniCult sotto l’albero di Natale. Tutte le redazioni che si rispettino arrivano a dicembre con una lista di libri di film o altro da suggerire ai…

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Miasto 44: l’atrocità del male.

Miasto 44

Il 2014 ha visto venire alla luce una tra le più imponenti produzioni polacche dell’ultimo decennio: Miasto 44 può vantare infatti un budget di ben 5,8 milioni di euro. Il giovane regista Jan Komasa (classe 1981) ha dovuto aspettare 8 anni per raccogliere i fondi necessari e riuscire a portare sul grande schermo il suo progetto. Oltre ad aver diretto il film, Komasa ne firma anche la sceneggiatura, rendendosi un autore a tutti gli effetti.

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