Adam Michnik, la moralità da Stendhal a Willy Brandt

Michnik

The Trouble with History‘ è un agile volumetto pubblicato negli Stati Uniti da Yale University Press nel 2014 e a oggi ancora inedito sia in Italia che in Polonia. Il libro raccoglie una cinquina di recenti saggi di Adam Michnik. Mai come in questo caso l’autore non avrebbe bisogno di ulteriori presentazioni. Tuttavia qualche dato biografico va necessariamente dato perché, piaccia o non piaccia, Michnik è da almeno quarant’anni una figura cruciale della vita politica e culturale polacca.

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Su ‘Václav Havel – Un uomo al castello’

Havel

Havel na hrad, Havel al castello, era lo slogan scandito dai manifestanti nella Praga dell’89 e la scritta che campeggiava su manifesti affissi ai quattro angoli della capitale cecoslovacca. L’avevano chiamata la ‘Rivoluzione di Velluto’ ed era iniziata a una settimana esatta dalla caduta del Muro di Berlino. In una manciata di giorni questa pacifica, ma veemente protesta di piazza riuscì a rovesciare il regime comunista cecoslovacco aprendo la strada alle elezioni democratiche del giugno ’90. Un voto, quest’ultimo, che confermò il successo di Forum Civico, il movimento fondato dal drammaturgo e poeta Václav Havel, leader carismatico e intellettuale della protesta, divenuto presidente della Repubblica vox populi qualche mese prima. Un uomo che era salito al castello per restarci.

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Magda Szabó – La porta

Szabo

La Porta di Magda Szabó è il romanzo protagonista della nuova incursione in Ungheria del treno di ESTensioni – di Lorenzo Berardi – L’Ungheria torna a fare capolino sulle colonne di PoloniCult con una delle opere più note di un’autrice magiara capace di riscuotere un notevole successo internazionale. ‘La porta’…

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Fenomenologia di Wojciech Cejrowski

Cejrowski

Su PoloniCult abbiamo parlato spesso di grande reportage polacco e dei suoi maggiori esponenti, partendo da Ryszard Kapuściński per arrivare a Marcin Kącki. Va detto, però, che in Polonia esiste anche un pubblico meno avvezzo a leggere i libri di reportage pubblicati da editori come Czarne o Terra Incognita, ma abituato a viaggiare guardando la televisione. In nessun Paese al mondo, del resto, può esistere solo cultura ‘alta’ in assenza di forme di divulgazione più accessibili e popolari.
Ed è proprio sul piccolo schermo che, a partire dal 2007, si è affermato un viaggiatore e divulgatore sui generis ormai noto a tutti i polacchi: Wojciech Cejrowski. Riconoscibile per la sua camicia batik multicolore, gli occhialini dorati, il volto scottato dal sole e i piedi nudi abbronzati, Cejrowski oggi non si discosta mai da questo look che lo rende simile a un cartone animato.

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Alla ricerca del tempo perduto – o i bar mleczny varsaviani

Bar Mleczny Wawa 4 PoloniCult

A centoventi anni dalla propria nascita e a qualche lustro dal loro momento di massima diffusione, oggi una quindicina di bar mleczny resiste a Varsavia. Il tutto a dispetto del diffondersi nella capitale di ristoranti stellati Michelin, sushi bar, hamburgerie e bistro vegetariani, nonché della recente decisione di tagliare i finanziamenti pubblici ai milk bar polacchi del 25%.

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Yared Shegumo, la corsa del polacco d’Etiopia

Shegumo

Si chiama Yared Shegumo ed è nato ad Addis Abeba, la capitale dell’Etiopia, nell’83. Di mestiere fa il maratoneta e il 21 agosto gareggerà ai Giochi di Rio de Janeiro. La speranza è quella di competere per una medaglia. A trentatré anni compiuti, questa potrebbe essere la prima e ultima occasione per salire sul podio olimpico. Yared, però, non corre per la nazione in cui è nato e cresciuto, bensì per quella che lo ha accolto diciassette anni fa: la Polonia.

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L’inarrestabile marcia di Robert Korzeniowski

Korzeniowski

A ventotto anni appena compiuti, Robert Korzeniowski non era uno sconosciuto, ma neanche uno dei principali favoriti della vigilia. Correva a livello internazionale sin dall’87 alternandosi fra la 20 e la 50 km di marcia e i suoi risultati erano in crescita. Sulla distanza dei ventimila metri aveva ottenuto un quarto posto agli Europei di Spalato del ’90 e due ori alle Universiadi del ’91 e nel ’93. Un anno prima della rassegna olimpica si era invece aggiudicato un bronzo nella 50 km, ai mondiali di atletica tenutisi a Goteborg. Quella di Atlanta era la sua seconda Olimpiade. A Barcellona gli era andata male: ritirato nella 20 e squalificato nella 50 km.

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Stanisław Lem – La Cyberiade

Cyberiade

“La Cyberiade” (Cyberiada, nell’originale polacco), è una raccolta di racconti che sfugge a ogni definizione. Fantascienza sì, ma in libera uscita dagli stilemi del genere. Lem trasporta il lettore in una dimensione insolita a metà strada fra la fiaba popolare, la satira politica, il mito in salsa picaresca e il divertissement comico puro e semplice. La componente favolistica è evidente nella scelta di ambientare la maggior parte delle vicende dei due “costruttori”, gli inventori itineranti Trurl e Klapacius, alle corti di sovrani planetari seguendo una struttura narrativa simile a quella descritta dall’antropologo russo Vladimir Propp.

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Sławomir Mrożek – L’elefante

Elefante

Occorre sfatare un mito. Le letture per l’estate possono essere intelligenti. E non necessariamente deve trattarsi di voluminosi tomi rimasti a lungo sul comodino in attesa delle sospirate vacanze.  Prendiamo, ad esempio, un autore ben noto al pubblico di Polonicult – Sławomir Mrożek – e una delle sue raccolte di racconti più celebri: “L’elefante” (Słon).

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ImproVarsavia

ImproVarsavia

Il rapporto fra i polacchi e il teatro è da sempre molto stretto. Da Kantor a Grotowski, sino a Warlikowski. Tuttavia, la sperimentazione teatrale può anche basarsi sull’improvvisazione e l’intrattenimento intelligente senza il bisogno di essere concettuali. Esiste infatti un ampio pubblico potenziale di persone interessate al teatro, ma spaventate dalla distanza che separa gli attori sul palco dagli spettatori in platea. Spesso, inoltre, l’elevato costo dei biglietti per una rappresentazione può scoraggiare chi non è avvezzo a trascorrere le proprie serate a teatro.

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